Assenza.

L’infertilità mi ha messo di fronte a tante cose, situazioni, che mai e poi mai avrei pensato di dover affrontare, di dover provare sulla mia pelle.

Non tutte per forza negative, alcune anche se non proprio positive, almeno utili..mi ha insegnato la pazienza, il saper aspettare anche quando non vorrei, consapevole del fatto che anche l’attesa serve per ottenere un risultato importante come quello che sto cercando. Mi ha permesso di rivalutare quali sono le mie prorità e quali sono le cose per me davvero importanti…prima mi perdevo..mi perdevo preoccupandomi di cose inutili, dando troppo peso a cose e problemi che non lo meritavano. Adesso ho imparato, per forza di cose, che per il mio bene non devo riempirmi la testa di mille sciocchezze e soprattutto che non devo caricarmi le spalle dei problemi degli altri, anche se di persone a me vicine.

E’ proprio questo tuttavia il punto dolente, uno degli scossoni più forti che mi ha dato la mia condizione di diversamente fertile è l’allontanamento graduale ma inesorabile della mia migliore amica..che detto così sembra che io abbia 10 anni e stia parlando della mia compagnuccia di banco, ma lei è per me come una sorella, la persona che mi conosce forse addirittura meglio di Rhett..che è stata sempre al mio fianco fin dall’infanzia. Lei adesso per me non c’è. Nel momento più doloroso della mia vita, dopo l’aborto precocissimo, quando avrei avuto più bisogno di lei è sparita. E io lo capisco, per carità, che non sia facile restare accanto a questo relitto che si trascina cercando di recuperare i pezzi di sé che si è persa per strada. Capisco anche che lei non può comprendere e che non sa cosa dire, temendo forse di far peggio dicendo qualcosa piuttosto che restando in silenzio. So bene che anche lei sta attraversando un periodo difficile e che anche a lei è venuto a mancare un pò del mio sostegno quando ho perso Pinolino e sono implosa.

Ma mi manca. Probabilmente sono solo un’egoista, ma ho bisogno di lei, adesso che non so dove guardare, adesso che ho paura di dormire perchè continuo a sognare di abortire, adesso che mi fermo ad ascoltare il mio corpo e prendo coscienza del fatto che proprio non funziona, che non è che funziona male o a scatti, proprio è fuori uso e nonostante le cure continua a ribellarsi e a non funzionare affatto decidendo infine di snobbare anche il Clomid chè a noi, tzè, le cose semplici ci fanno schifo. Ho bisogno di lei per poterle parlare, a cuore aperto, della mia sofferenza e si, anche per appoggiare sulle sue spalle un pò del peso che porto, come lei ha sempre fatto con me. Vorrei tanto che potesse capire, anzi no, non lo vorrei perchè per capire dovrebbe provare e mai e poi mai… Vorrei tanto che non avesse paura.

Vorrei tanto non averne nemmeno io.

Le stelle non devono lottare per splendere, così come i fiumi non devono lottare per scorrere. E tu non dovrai lottare per eccellere, perché meriti il meglio. Tieni stretti i tuoi sogni, non ti deluderanno. Il cuore capace di ascoltare queste parole non conoscerà mai il male. La mano capace di trasmettere questo messaggio al prossimo non faticherà invano. E la bocca capace di ringraziare la vita riderà in eterno. Continua a seguire il sentiero dell’amore: i tuoi sogni non moriranno, e nemmeno i tuoi progetti. Il tuo destino si compirà, realizzando così il desiderio che porti nel cuore.

[Sergio Bambarèn, Il cuore dell’oceano]

Annunci

Di dolori e nuovi farmaci…

A volte penso che tutto accada per un motivo..magari non lo riesco a cogliere ma il motivo c’è anche se non lo vedo. Deve essere così, altrimenti non posso pensare che la felicità di un test positivo mi sia stata strappata via in pochi giorni.

Magari il motivo è che non era il momento giusto, magari Pinolino non era perfetto e il mio corpo ha preferito lasciarlo andare per una sorta di micidiale ma giusta e inevitabile “selezione naturale”… Questo mi dicono al centro pma di Siena, dove un tranquillizzante e umano ginecologo mi ha spiegato che una percentuale altissima di gravidanze finiscono con un aborto precoce, a volte così precoce che le donne non si accorgono nemmeno di essere incinte, ma pensano solo ad un ritardo del ciclo.. Le donne normali è ovvio… Quelle come me che oramai si sono viste più dentro con le eco che fuori allo specchio, quelle come me che cominciano a testare all’11 po se ne accorgono eccome. E non voglio dire che sarebbe stato meglio non essersene accorte perchè sarebbe mancanza di rispetto nei confronti del mio piccino che c’era, era li, e mi ha regalato i giorni più felici della mia vita. E poi volendo essere più pragmatiche questo è servito anche a vedere che qualcosa nel mio corpo funziona..infatti mi hanno rimandato l’isterosalpingografia che era già in programma e hanno deciso di lasciare in pace un altro pò anche il mio Rhett che, pover’ uomo,  era riuscito nell’intento dopo solo due cicli ovulatori ottenuti col Clomid..
Il mio cervello sa tutte queste cose, ma il mio cuore come, quando, si riprenderà? In questo momento mi sembra che me lo abbiano strappato via insieme a Pinolino..

Comunque si va avanti con le cure, a quanto pare la super professorona del centro di Pisa non si era accorta che i miei valori di insulina sono quasi il doppio della norma (non se n’era accortaaaaaa???), il professore di Siena è rimasto allibito e mi ha detto che sono insulinoresistente e che devo assolutamente assumere un farmaco che si chiama Metformina e che dovrebbe avere ottimi effetti sul ripristino di un ciclo mestruale regolare.. mah..speriamo..per ora mi sta dando solo un pò di spiacevoli effetti collaterali…
Intanto aspetto..e spero.. che novità.

Biochimica

C’eri.
Ti ho visto in quella linea rosa.

Ti ho visto in quelle beta positive.

Ti ho sentito dentro di me come un fuoco di vita.

Ho immaginato i tuoi occhi, il tuo nome, il tuo sorriso.

Ma eri troppo piccolo tu o troppo debole io, la tua manina è volata via dalla mia.

Mi manchi tanto Pinolino, da lassù, ti prego, aiutami a riprendermi. Dammi la forza di cercarti ancora.

Pma: Pinolino, Mamma Arriva.

L’ultima visita, giovedì, dalla mia cara gine Dottoressinainaina ha dato conferma dei miei funesti sospetti. Il Clomid, come si dice dalle mie parti “m’ha fatto vento”… Niente, non si è mosso nulla, le mie ovaie sono sempre a pois, bucherellate dalla solita miriade di microcisti bastarde e il mio endometrio ovviamente non vuol’ essere da meno di quelle lavative e si rifiuta di collaborare. Tabula rasa. Amenorrea. Sai che novità.. L’ho presa stranamente bene, sarà perchè me lo aspettavo, ma sono piuttosto soddisfatta di me, non ho avuto quel crollo che invece mi sarei aspettata visto che comunque io nel Clomid ci credevo. E’ vero che ne ho fatto solo un ciclo  e magari le cose possono cambiare ma la gine è dell’opinione che continuare solo con quello sarebbe una perdita di tempo e il suo consiglio spassionato è stato uno solo: pma.

E io sono d’accordo, lo sapevo, lo temevo, lo immaginavo fin da subito, dal primo giorno che ho iniziato la strada verso Pinolino. E se questa è la via io la voglio percorrere il più presto possibile, non ho paura, anzi si, me la faccio sotto, ma la mia paura penso che sia una paura sana, una paura che si trasformerà in grinta, una paura che passerà, perchè il mio desiderio è più grande di qualsiasi paura.

Comunque ho telefonato subito al centro consigliatomi dalla dottoressa, non ho voluto aspettare nemmeno un secondo, perchè a questo punto ogni attimo, ogni momento sarà solo uno in più senza Pinolino, e quindi ho una data :GIOVEDI’ 23 MAGGIO alle ore 9:00 Poly e Rhett varcheranno le porte del centro Pma dell’ospedale Le Scotte di Siena per il loro primo colloquio. Gioia. Paura. Gioia. Paura. Ma più paura. No, più gioia mille volte. Ma vabbè però anche un pò di paura. Capite a che punto sono? Si riesce a percepire almeno un pò quanto io sia schizzata in questo momento? Gasp.

Anyway, nell’attesa devo ancora capire bene quale sarà il piano, oggi comunque devo riniziare un ciclo di dufaston per far tornare il ciclo desaparecido e poi probabilmente farmi un altro bel giretto di Clomid, devo ancora parlare con la gine per definire la cosa ma probabilmente sarà così..E soprattutto devo capire con quali esami oltre ai millemila dosaggi ormonali che ho già fatto dovrò arrivare al centro, perchè ok che me li segnano loro però ci saranno alcuni che forse dovrei aver fatto prima per evitare di allungare tutto a dismisura. Boh, speriamo comunque che ‘sto mese il mio apparato riproduttore si ricordi di essere femminile e che l’androstenedione che produce in quantità più che doppia del normale non va bene e che compensare gli ovuli che non produce con tanti brufoli quanti nemmeno una sedicenne NON è divertente, chiaro?!

Che il Cielo mi aiuti a far passare questi tre mesi in preda di una me stessa schizoide. Aiuto.

Come dev’essere.

Ieri a passeggio con la Ziachenonèzia si parlava di un’amica comune che, sposata da pochi mesi, è già incinta ed è in crisi perchè non credeva di restarci subitissimo e adesso si sente soffocare dall’enormità della sua nuova condizione. Comprensibile direi, perchè in fondo credo che per tutti, il ritrovarsi a fare i conti col diventare genitori non sia una passeggiata, o quantomeno, i primi giorni immagino che sia un’ emozione enorme, nell’ accezione positiva e negativa del termine.

Ma questo mi ha fatto pensare a come dev’essere decidere di avere un figlio e restare incinta così, subito.

A come dev’essere fare un figlio facendo l’amore, senza ansia, senza conti, senza farmaci, senza “oggi lo dobbiamo fare perchè è il giorno buono”.

A come dev’essere sapere di avere un ritardo, e un ritardo sensato, non come i miei che non sono ritardi ma proprio mancanza.

A come dev’essere fare un test, magari il primo della tua vita e veder comparire due linee. Belle. Marcate. Rosa.

A come dev’essere non aver mai pianto da sola in bagno per non far pesare la tua disperazione di donna infertile sulle spalle già addolorate del tuo compagno.

A come dev’essere non sapere nulla di ovuli, stick, temperatura basale, muco, spermiogrammi, isterosalpingografie, e percorsi pma.

A come dev’essere dire al tuo compagno che diventerà papà dopo un solo mese di tentativi e vederlo felice, fiero, soddisfatto di sé stesso perchè si sa, l’uomo è uomo e certe cose lo inorgogliscono.

A come dev’essere dover superare lo shock, perchè con tutto l’amore del mondo, ma di shock deve trattarsi quando inizi a cercare e dopo un attimo sei incinta.

A come dev’essere sentirsi Donna, nido, culla d’amore.

A come dev’essere non sentirsi inadeguata, triste, inutile. Sterile. In tutti i sensi, mentalmente e fisicamente.

A come dev’essere desiderare un figlio ed averlo.

 

 

 

Gioie e dolori da un fiocco rosa.

Oggi sono andata nel mio paese d’origine a far visita ai miei parenti, è un paesino piccolissimo, poche anime ma è lì che sono cresciuta ed ho passato tutta la mia meravigliosa infanzia e adolescenza. E’ pieno di ricordi ed è qui che sono rimasti alcuni dei miei amici, compagni di scuola, i pochi che non si sono trasferiti per studiare e che non sono più tornati.

Lei era la più strana, fin da bambina era stata timida, riservata, al limite del problematico, non è mai stata bella, anzi si può dire che fosse bruttina ad un occhio superficiale perchè in realtà aveva ed ha delle qualità che vanno oltre la bellezza, e a differenza di molte altre è sempre stata un’ amica leale ed affezionata. Siamo state molto amiche da bambine ma ancor di più da adolescenti quando passavamo ore a fumare di nascosto ed a raccontarci i nostri segreti, a condividere quelle prime pene d’amore che all’ epoca ci sembravano devastanti.

La brontolavo spesso perchè si buttava a capofitto in storie che dall’esterno già si vedeva sarebbero state difficili o peggio masochiste, infatti aveva la tendenza ad innamorarsi di stronzi che se ne approfittavano, spesso molto più grandi oppure già impegnati, che la usavano finchè faceva loro comodo e poi la buttavano via come se niente fosse. Ed io correvo a raccattarne i pezzi, la abbracciavo e la brontolavo ancora: “Basta Amica devi smetterla di farti trattare così da persone che non valgono nulla!” e lei si soffiava il naso, accendeva l’ennesima sigaretta, sorrideva e mi prometteva che da lì in avanti avrebbe chiuso con le storie a senso unico e che col prossimo sarebbe stato tutto diverso. Per poi ricaderci puntualmente. Anzi le cose sono andate sempre peggiorando, un giorno, da più grande, si innamorò di un tipo che si sfondava di canne e probabilmente anche peggio e con il quale andò a vivere insieme….lei lavorava e lui stava a casa a fare la bella vita, alzandosi a mezzogiorno e comprandosi il fumo con i soldi di lei. Per fortuna anche con lui la storia durò poco, si lasciarono dopo l’ultima burrascosa lite della quale gli annali delle vecchiette del paese portano ancora traccia.

Alla fine ha trovato quest’uomo di 20 anni più grande di lei con il quale sta da un pò, ma è l’ennesima storia problematica, non hanno lavoro, per fortuna ci sono i genitori che la aiutano perchè lei oggi ha partorito.

C’era un bellissimo fiocco rosa attaccato alla porta di casa dei suoi, e mi sono fermata per leggere il nome. E ho pianto.

Ho pianto come una fontana, da sola, in macchina, con gli occhiali che mi si appanavano per quanto piangevo. Ho pianto perchè lei non ha nemmeno una casa, una relazione stabile, un minimo di tranquillità economica per crescere un figlio ed è mamma. Ed io che mi sbatto da anni per un lavoro decente, che ho una bella casa, un compagno meraviglioso e serio sono qui che lotto anche solo per avere un ciclo invece che un bambino.

Ed ho pianto ancora di più perchè pensavo queste cose. Lei è una mia cara amica, come posso essere invidiosa della sua felicità? Che razza di orribile persona sono? Perchè io lo so che lei è felice anche se la sua situazione non è delle più rosee e allora con che cavolo di diritto faccio un paragone tra la mia vita e la sua? Chi sono io per dire qual è la situazione migliore per mettere al mondo un figlio?

Mi sono sentita un mostro.

Poi ho riguardato quel fiocco, ho letto il nome della bambina, mi sono asciugata gli occhi e finalmente sono riuscita ad essere felice per lei, per loro, perchè un figlio è sempre un dono, e lei di sicuro se lo è meritato dopo tanti momenti difficili.

Ho rimesso in moto la macchina e me ne sono andata pensando che stasera la chiamerò per farle i miei auguri, sinceri, di una vita bellissima insieme alla sua piccolina.

Il groppo in gola.

Non so perchè ma non sapevo più scrivere… questo groppo in gola che sentivo in questi giorni e che in parte sento ancora, mi impediva di concentrarmi sulle parole, sui pensieri, mi sembrava di trattenere il fiato e di andare avanti per inerzia.

Adesso è finita.

La lunga malattia del mio adorato nonno è arrivata finalmente al termine e con essa tutta la sofferenza sua principalmente, ma anche nostra, che abbiamo assistito impotenti al suo spengersi troppo lentamente.

Non userò giri di parole, è stato un sollievo. Perchè vederlo soffrire è stata una delle cose più terribili che io abbia affrontato in vita mia. Vedere quell’uomo che per tutta la vita è stato una colonna per la sua famiglia, un’ uomo indipendente, energico, pieno di vita, di idee, di consigli, ridotto a giacere in un letto senza più la forza quasi di aprire gli occhi, dargli da bere con il cucchiaino perchè gli ultimi giorni non ce la faceva più nemmeno a bere con la cannuccia e guardare quegli occhi così simili ai miei velarsi di sofferenza è stato come sprofondare in un buco nero.

Si, è stato senza dubbio un sollievo, ma adesso che lui non c’è la sua mancanza è quasi palpabile, a volte mi sembra che mi risuoni nelle orecchie, altre mi sembra impossibile e nel pensiero di un attimo credo che quando lo chiamerò al telefono lui mi risponderà dal suo studio come sempre con la sua bella voce squillante e io capirò che è stato solo un brutto sogno.

Tutto questo mi ha impedito di scrivere perchè le altre cose, anche quelle importanti, sembravano passare in secondo piano, ma adesso che ho più tempo per considerarle mi accorgo che forse avrei fatto meglio a non pensarci per un altro pò, perchè sono al 22 pm, e non è successo nulla. Nulla, nessun sintomo, nessuna sensazione, nemmeno un accidenti di effetto collaterale. Come prendere acqua fresca. Eppure ci credevo in questo Clomid. Ma adesso basta, ho cambiato gine, il 21 febbraio avrò la visita da lei, e vedremo che cosa mi dirà, penso che accetterò, se lo riterrà opportuno, di fare altri due cicli di Clomid (ma questa volta coi monitoraggi o niente!) e poi basta, sarà veramente giunta l’ora di muoversi verso un centro Pma perchè il tempo mi sta scivolando via dalle mani e non voglio più che sia così, voglio essere sicura di star facendo tutto ciò che è in mio potere per realizzare questo grande desiderio.

Il mio Rhett mi ha fatto un bel regalo di San Valentino in anticipo questo:

Immagine

e io mi sono commossa, quegli angioletti li, che mi sembra mi guardino…che tenerezza!!

Chissà se uno di loro mi vedrà, chissà se si accorgerà di quanto desiderio c’è nel mio cuore, chissà se deciderà di scendere a portare la sua luce nella mia vita. Chissà.

Nonno caro, se puoi sentirmi, diglielo che lo aspetto.