Gioie e dolori da un fiocco rosa.

Oggi sono andata nel mio paese d’origine a far visita ai miei parenti, è un paesino piccolissimo, poche anime ma è lì che sono cresciuta ed ho passato tutta la mia meravigliosa infanzia e adolescenza. E’ pieno di ricordi ed è qui che sono rimasti alcuni dei miei amici, compagni di scuola, i pochi che non si sono trasferiti per studiare e che non sono più tornati.

Lei era la più strana, fin da bambina era stata timida, riservata, al limite del problematico, non è mai stata bella, anzi si può dire che fosse bruttina ad un occhio superficiale perchè in realtà aveva ed ha delle qualità che vanno oltre la bellezza, e a differenza di molte altre è sempre stata un’ amica leale ed affezionata. Siamo state molto amiche da bambine ma ancor di più da adolescenti quando passavamo ore a fumare di nascosto ed a raccontarci i nostri segreti, a condividere quelle prime pene d’amore che all’ epoca ci sembravano devastanti.

La brontolavo spesso perchè si buttava a capofitto in storie che dall’esterno già si vedeva sarebbero state difficili o peggio masochiste, infatti aveva la tendenza ad innamorarsi di stronzi che se ne approfittavano, spesso molto più grandi oppure già impegnati, che la usavano finchè faceva loro comodo e poi la buttavano via come se niente fosse. Ed io correvo a raccattarne i pezzi, la abbracciavo e la brontolavo ancora: “Basta Amica devi smetterla di farti trattare così da persone che non valgono nulla!” e lei si soffiava il naso, accendeva l’ennesima sigaretta, sorrideva e mi prometteva che da lì in avanti avrebbe chiuso con le storie a senso unico e che col prossimo sarebbe stato tutto diverso. Per poi ricaderci puntualmente. Anzi le cose sono andate sempre peggiorando, un giorno, da più grande, si innamorò di un tipo che si sfondava di canne e probabilmente anche peggio e con il quale andò a vivere insieme….lei lavorava e lui stava a casa a fare la bella vita, alzandosi a mezzogiorno e comprandosi il fumo con i soldi di lei. Per fortuna anche con lui la storia durò poco, si lasciarono dopo l’ultima burrascosa lite della quale gli annali delle vecchiette del paese portano ancora traccia.

Alla fine ha trovato quest’uomo di 20 anni più grande di lei con il quale sta da un pò, ma è l’ennesima storia problematica, non hanno lavoro, per fortuna ci sono i genitori che la aiutano perchè lei oggi ha partorito.

C’era un bellissimo fiocco rosa attaccato alla porta di casa dei suoi, e mi sono fermata per leggere il nome. E ho pianto.

Ho pianto come una fontana, da sola, in macchina, con gli occhiali che mi si appanavano per quanto piangevo. Ho pianto perchè lei non ha nemmeno una casa, una relazione stabile, un minimo di tranquillità economica per crescere un figlio ed è mamma. Ed io che mi sbatto da anni per un lavoro decente, che ho una bella casa, un compagno meraviglioso e serio sono qui che lotto anche solo per avere un ciclo invece che un bambino.

Ed ho pianto ancora di più perchè pensavo queste cose. Lei è una mia cara amica, come posso essere invidiosa della sua felicità? Che razza di orribile persona sono? Perchè io lo so che lei è felice anche se la sua situazione non è delle più rosee e allora con che cavolo di diritto faccio un paragone tra la mia vita e la sua? Chi sono io per dire qual è la situazione migliore per mettere al mondo un figlio?

Mi sono sentita un mostro.

Poi ho riguardato quel fiocco, ho letto il nome della bambina, mi sono asciugata gli occhi e finalmente sono riuscita ad essere felice per lei, per loro, perchè un figlio è sempre un dono, e lei di sicuro se lo è meritato dopo tanti momenti difficili.

Ho rimesso in moto la macchina e me ne sono andata pensando che stasera la chiamerò per farle i miei auguri, sinceri, di una vita bellissima insieme alla sua piccolina.

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4 pensieri su “Gioie e dolori da un fiocco rosa.

  1. Ho letto tutto, senza quasi respirare.
    Ho pianto, senza conoscerti, mentre leggevo la lettera a tuo figlio, mentre sentivo tutta la forza pura, dilagante del tuo desiderio più grande.
    E no, non sei un mostro. Sei un essere umano che ama e sogna e lotta e soffre.
    E’ normale ciò che hai provato e, anzi, tu l’hai ammesso, l’hai riconosciuto, non l’hai soffocato dentro di te con un sorriso falso.
    Hai una forza enorme, non dimenticarlo in quei momenti in cui ti sembra di non farcela.
    Sei tutto tranne che arida come il deserto. Il tuo cuore e la tua anima sono così fertili che, sono sicura, riusciranno a contagiare tutto il resto del corpo.
    Scusami se ti scrivo queste cose senza neanche conoscerti.
    Ma ho provato tutto questo, mentre leggevo e volevo dirtelo.
    Un abbraccio pieno di cose belle.

  2. Mi hai davvero fatto emozionare con le tue parole! Grazie, per quello che hai scritto, di cuore. A volte mi sembra davvero di non farcela e sento mancare la forza di lottare, ma sono anche parole come le tue che mi aiutano a rialzarmi e a capire che non posso essere sola se, anche attraverso uno schermo posso ricevere così tanto affetto! Grazie, un abbraccio grande, enorme, a te e alla tua dolce piccolina!

    • Ahahahah Silvia, non lo dire!!! 😀 Sono un concentrato di lagne e autolesionismo, ma io do la colpa agli ormoni che si sa, ce li ho impazziti, quindi è colpa loro… 🙂 Semmai sono io che dovrei imparare da te, che con la tua ironia riesci sempre a scovare il divertente anche nei problemi più stronzi che questa Ricerca ci mette davanti!!! Un bacione-one-one!

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